Il Tar boccia la Gelmini

Pubblicato mercoledì 30 giugno 2010, da admin

vign_gelminiAncora una volta il signor Bidese  (che ringrazio per la nuova linfa che porta nel nostro blog) mi segnala questo articolo de “Il Fatto Quotidiano” del 27 giugno a firma di Marina Boscaino. Se solo fosse tutto vero e non trovassero qualche scappatoia come al solito, si potrebbe, una volta tanto, dire che è una buona notizia … Speriamo.

Riporto testualmente.

Clamoroso errore del ministro: i tagli da 8 miliardi di euro non erano pubblicati in Gazzetta Ufficiale, quindi non hanno valore di legge

La notizia è di quelle che fanno riprendere fiato, dopo un’apnea per aria mefitica. Ecco la boccata d’ossigeno: il Tar del Lazio il 24 giugno ha sospeso l’efficacia delle circolari su iscrizioni alle secondarie, organici del personale della scuola e mobilità. Ossia tutte le conseguenze dei regolamenti Gelmini (la “riforma” delle superiori). Perché? Quei regolamenti, da cui le circolari partono, non avevano compiuto l’iter obbligatorio, non erano stati pubblicati in Gazzetta (pubblicazione parziale avvenuta solo una settimana fa).
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Il primo manuale di matematica Open Source

Pubblicato sabato 12 giugno 2010, da admin

copertina del volume Algebra 1 del manuale di matematica C3

Elisa, curatrice del blog Nosatispassion, mi segnala gentilmente che è stato realizzato il primo manuale di matematica (per la scuola secondaria di secondo grado) con licenza Creative Commons. Per maggiori informazioni: http://www.matematicamente.it/manuale_matematica/

Grazie Elisa :-)

Maleducazione, diffusa e tollerata

Pubblicato mercoledì 9 giugno 2010, da admin

Riporto di seguito un articolo apparso ne “Il Fatto Quotidiano” del 6 giugno  a firma di  Paolo Corticelli (qui il link all’articolo citato) e cortesemente segnalato dal signor Fabio Bidese (che ringrazio e invito a proseguire nelle sue segnalazioni a vantaggio di noi tutti). Ricordo che i commenti sono liberi ed aperti a tutti (nel senso che per lasciare un commento all’articolo non è necessario essere utenti registrati del blog).
Buona lettura.

L’indagine è un po’ datata, risale al 1999, realizzata dal quotidiano Il Messaggero ma gli esiti sembrano proprio non modificarsi, nel tempo: genitori e figli, nell’arco della giornata, dialogano per circa otto minuti, erano venticinque nel periodo fra le due guerre e ancora venti negli anni Sessanta. “Di cosa parlano – si legge nell’inchiesta – genitori e figli in questi otto minuti e, soprattutto, di cosa non parlano? Dai 15 anni fino ai 18 scuola e soldi sono gli argomenti principali, per il 42% del campione. Seguono le discussioni sulle frequentazioni di amichette e amichetti (29%) e le negoziazioni sul tempo libero (15%). Tutti questi temi, per ammissione comune di genitori e figli, sono molto spesso fonte di contrasti”. È un linguaggio impoverito, quello adoperato da genitori e figli, in queste situazioni; non è solo l’area semantica e lessicale a soffrire bensì i soggetti, gli attori, coinvolti: “Ci siamo parlati ma non ci siamo detti nulla”, appunto. Perché è fondamentale una riflessione su una serie di dati che dovrebbero allarmare?bart_homer

Per il semplice motivo che ben si comprende come l’aspetto educativo genitoriale sia del tutto trascurato da almeno tre-quattro lustri. Così genitori, o pseudo tali, delegano in toto alla scuola una sorta di “mandato a educare”. Stoltezza e malcostume genetico si fondono in una alchimia pericolosa. In altri termini: da almeno 15 anni vi sono genitori che non sono capaci di assumersi l’onere educativo con responsabilità, abnegazione, cura verso i propri figli. E soprattutto perché sono maleducati proprio loro, mamme e papà. Parlare oggi di buona educazione può sembrare fuori luogo. Per il semplice motivo che nessuno ne parla. Per il motivo ancora più sgradevole che ai bambini non si insegna a salutare con rispetto, a non dare del tu agli adulti, a non urlare come ossessi se si è per strada o in un locale pubblico (osservate, talvolta, in un bar: le mamme sedute a spettegolare, i figli che ne fanno di ogni sorta correndo e schiamazzando).

C’è un insegnante che richiama e punisce troppo il bullo di giornata? Niente paura. Arriva papà, con la sua ignoranza ben certificata, a cercare di intimidire. Il primo approccio non è quello di chiarire il motivo della nota disciplinare o di un richiamo da parte del docente, ma da subito si contesta una percepita severità mettendo in dubbio l’autorevolezza dell’insegnante spingendosi anche a minacciare interventi del legale. Sì,perché è di moda oggi affermare “ne parlerò con il mio legale”, oppure “la mia fidanzata è avvocato”, con quell’atteggiamento aggressivo-difensivo accreditato dal paventato intervento dell’esponente forense (ma da che cosa deve difendersi un genitore?). Poi arrivano le frasi celebri che solitamente i docenti e i capi di istituto ascoltano ogni giorno: “Lei dica quello che vuole, io credo comunque a mio figlio!”; e ancora: “Non ho tempo per venire a colloquio, io lavoro!”; “La nota è stata data perché la maestra è stressata, me lo dice mio figlio!”. Oppure: “Non è successo quello che lei dice, le cose non sono andate così”.

Non si capisce come sia possibile tanta certezza visto che in classe ci sono alunni e insegnanti e non i genitori. Comunque è diffusa la tendenza a giustificare, sempre e comunque, il proprio figlio. E così l’autorevolezza dell’istituzione scolastica e la credibilità dei docenti vengono messi in discussione. Non vi è rispetto. Si perde il senso dell’assunzione di responsabilità.

Non si educa, non si aiuta a crescere. E si diffonde quel fenomeno denominato “pedofobia”: già nell’ottavo rapporto Eurispes-Telefono azzurro – l’istituto di studi politici, economici e sociali – si segnalava il fatto che i genitori temono la reazione dei figli, per cui sono permissivi e sempre più vulnerabili nei loro confronti. Nel decimo rapporto, diffuso quest’anno, si denuncia “una tendenza ormai diffusa fra i giovani a fare cattivo uso della propria vita”. I figli non hanno regole né un’idea del loro futuro. E la situazione si aggrava, soprattutto se si dedica al dialogo meno di un’ora alla settimana o si delega la scuola a essere il genitore mancante.

Da il Fatto Quotidiano del 6 giugno

Frutta nelle scuole

Pubblicato lunedì 7 giugno 2010, da admin

Immagine della home page del progetto Frutta nelle scuole

Un genitore segnala come spunto di riflessione questa iniziativa.

Ringrazio il Sig. Bidese della segnalazione e pubblico con molto piacere scusandomi del ritardo.

In riferimento al progetto Merenda Sana e all’educazione alimentare, vi invito a visitare il sito www.fruttanellescuole.gov.it/ in cui viene presentata l’iniziativa
“FRUTTA NELLE SCUOLE”
promossa dall’Unione europea assieme al Ministero delle politiche agricole e forestali.
Nel sito si trovano i consigli dello psicologo per insegnanti e genitori per favorire il consumo consapevole di frutta e verdura, inoltre si trovano informazioni, giochi, un racconto per i bimbi, lo spot pubblicitario, la descrizione del programma comunitario e le modalità per poter aderire come scuola.
Cordiali saluti.
Fabio Bidese

E’ stata costituita l’Associazione Famiglie Istituto Comprensivo di Caneva e Polcenigo

Pubblicato lunedì 7 giugno 2010, da Luigino Bravo

Un gruppo di genitori ha costituito l’associazione di promozione sociale “Associazione Famiglie Istituto Comprensivo di Caneva e Polcenigo” con lo scopo di sostenere l’attività della Scuola a favore degli alunni.
Perché questa associazione? Siamo partiti dalla considerazione che il diritto allo studio deve essere una opportunità reale per i nostri ragazzi di sviluppare le proprie qualità e attitudini e di avere le maggiori opportunità nella propria vita sociale, economica e civile. Un’associazione può essere il modo con il quale le famiglie concretizzano il proprio sforzo di dare le maggiori possibilità ai figli di realizzarsi nella loro esistenza.
Come prima attività vogliamo farci conoscere e far conoscere gli scopi dell’Associazione a tutte le famiglie e al territorio in cui opera la Scuola, poi vogliamo raccogliere idee, suggerimenti, “sogni nel cassetto”, dai quali trarre importanti spunti per l’attività dell’Associazione.
Ci rivolgiamo a Voi Rappresentanti dei genitori per chiederVi di diffondere (anche negli eventuali incontri conviviali di fine anno) la costituzione e le finalità dell’Associazione.
Per meglio individuare gli obiettivi riportiamo in appendice l’articolo 3 dello statuto che può essere consultato e scaricato integralmente dal sito della scuola all’indirizzo www.iccaneva.it; sempre nel sito, è scaricabile la richiesta di adesione.
Per semplificare la raccolta delle adesioni, le stesse potranno essere consegnate alla Segreteria dell’Istituto in via G.Marconi, 72 a Caneva, ove sarà disponibile una cassetta allo scopo predisposta.
In merito si informa che la partecipazione all’Associazione prevede una quota annuale è di 5 euro.
Il Direttivo dell’Associazione

Insegnare? Un’arte

Pubblicato sabato 24 aprile 2010, da admin

Quella che segue è la trascrizione integrale di un’articolo di Laura Detti, pubblicato con lo stesso titolo nel n. 2-3  (febbraio-marzo 2010) de   “Articolo 33“.
Lo pubblico qui perché in tempi in cui la scuola pubblica sta andando a rotoli mi sembra un ottimo promemoria.
Buona lettura.


La didattica senza l’intervento “artistico” dell’insegnante è asfittica. La voglia di apprendere dei bambini dev’essere colta al volo e incanalata dalla sua azione creativa. Una nuova definizione del mestiere di insegnante.

in_classe

Alcune volte il quotidiano, quando meno ce l’aspettiamo, quando sembra che tutto l’universo della professione che portiamo avanti sia esplorato, ci porta regali imprevisti.
Al punto che siamo pronti ad allargare i confini della definizione della funzione docente. Tra i punti fondamentali della funzione docente, quella che viene spiegata nei testi dei concorsi, quella a cui si fa riferimento quando occorre ribadire come categoria il proprio ruolo, bisognerebbe aggiungere che essere docenti significa professare, anzi praticare un’arte. A pensarci bene potrebbe essere l’obiettivo generale del mestiere docente. Leggi tutto

Che cos’è una lezione?

Pubblicato domenica 18 aprile 2010, da admin

Nel 1910 Pavel Florenskij, giovane docente dell’Accademia teologica di Mosca, iniziò un corso di lezioni sulla storia della filosofia.
Quando le diede alle stampe, nel 1917 [
sic!], vi premise una breve introduzione metodologica dove, esponendo la sua originale didattica, metteva in gioco principi fondamentali. Così queste brevi pagine, spesso citate ma inedite in italiano, sono diventate famose come distillato della sua idea di conoscenza, e di educazione. Leggi tutto

WeBlog.. Cosa?

Pubblicato sabato 5 settembre 2009, da admin

Ve lo starete chiedendo anche voi vero? WeBlog, cos’è? Si tratta di uno spazio dedicato principalmente a studenti. docenti e genitori dell’Istituto Comprensivo Statale di Caneva e Polcenigo ma aperto a tutti coloro che desiderino partecipare alla condivisione e allo scambio reciproco di idee su attività ed iniziative dell’Istituto in particolare, e sulla scuola e il mondo dell’educazione più in generale.
Uno spazio che vuole dare a tutti la possibilità di far sentire la propria voce e di esprimere le proprie idee, iniziative e proposte; oppure di commentare quanto proposto da altri.

Gli argomenti trattati saranno molti quindi visitate spesso queste pagine per controllare gli aggiornamenti.

Come si dice in gergo.. Stay Tuned!